Disturbi alimentari

Quando il rapporto con il cibo, il peso o il proprio corpo diventa fonte di sofferenza, può occupare uno spazio sempre maggiore nella vita quotidiana.
I disturbi della nutrizione e dell’alimentazione possono manifestarsi in modi differenti. In alcuni casi prevalgono la restrizione alimentare e il controllo del peso, in altri compaiono abbuffate, perdita di controllo, comportamenti compensatori, oppure una forte preoccupazione per il corpo e per ciò che si mangia.
Dietro comportamenti molto diversi può esserci una sofferenza che non riguarda soltanto il cibo. Il rapporto con l’alimentazione può intrecciarsi con emozioni, autostima, immagine corporea, bisogno di controllo, perfezionismo e difficoltà relazionali.
ALCUNI TEMI TRATTATI:
- Anoressia nervosa e comportamenti alimentari restrittivi
- Bulimia nervosa, abbuffate e perdita di controllo
- Disturbo da alimentazione incontrollata (Binge Eating Disorder)
- Comportamenti compensatori
- Preoccupazione intensa per peso, alimentazione e immagine corporea
QUANDO IL RAPPORTO CON IL CIBO DIVENTA PROBLEMATICO?
Prestare attenzione all’alimentazione o desiderare di modificare il proprio corpo non significa necessariamente avere un disturbo alimentare.
È importante però prestare attenzione quando cibo, peso e aspetto fisico iniziano a condizionare significativamente pensieri, emozioni e comportamenti: quando mangiare genera ansia o senso di colpa, quando si alternano restrizione e perdita di controllo, quando il proprio valore sembra dipendere dal peso o dalla forma del corpo oppure quando l’alimentazione diventa un modo per gestire emozioni difficili.
In queste situazioni possono instaurarsi circoli che tendono ad autoalimentarsi. Ad esempio, una restrizione molto rigida può aumentare pensieri e preoccupazioni legati al cibo e favorire successivi episodi di perdita di controllo; questi possono generare vergogna e senso di colpa e portare nuovamente a tentativi di controllo ancora più rigidi.
COME PUO’ AIUTARE LA PSICOTERAPIA?
Il percorso psicoterapeutico permette di comprendere la funzione che il comportamento alimentare assume nella storia e nella vita della persona e i meccanismi che contribuiscono a mantenerlo nel presente.
Il lavoro può riguardare il rapporto con il cibo e con il proprio corpo, la regolazione delle emozioni, l’autostima, il bisogno di controllo e le eventuali difficoltà personali e relazionali associate al problema. Accanto al lavoro svolto in seduta, quando utile possono essere proposti compiti concreti e strategie da sperimentare nella quotidianità, costruiti sulla specifica difficoltà della persona.
L’obiettivo è favorire progressivamente un rapporto più equilibrato e meno conflittuale con l’alimentazione e con il proprio corpo, intervenendo contemporaneamente sui fattori psicologici che alimentano e mantengono la sofferenza.
UN INTERVENTO INTEGRATO QUANDO NECESSARIO
I disturbi alimentari possono avere conseguenze importanti anche sulla salute fisica. Per questo, in base alla situazione e alla gravità del quadro, può essere indicata una presa in carico multidisciplinare e l’integrazione della psicoterapia con una valutazione medica specialistica e/o nutrizionale.